I Figli dell'Immacolata Concezione

Formano una Congregazione religiosa (in sigla CFIC) di diritto pontificio, fondata da Luigi Maria Monti, che ha lo scopo di testimoniare l’amore di Cristo per gli uomini, dedicandosi alla cura degli infermi e alla educazione della gioventù orfana, abbandonata e bisognosa di assistenza.
La Congregazione è composta di religiosi laici e di religiosi sacerdoti per attuare in modo completo la sua missione specifica. I membri vivono in comune la stessa regola con parità di diritti e doveri e si chiamano Fratelli.
La Congregazione è presente in Italia, Argentina, Bolivia, Perù, India, Cameroun, Guinea Equatoriale, Congo (ex Zaire), Costa D’Avorio, Sati Uniti, Canada, Brasile, Corea del Sud, Filippine, Albania.

 
 
La Congregazione attua l'assistenza ospedaliera

in senso completo con religiosi medici, infermieri, tecnici delle varie specialità e cappellani, ma accetta anche la prestazione parziale in particolari settori dell'attività ospedaliera. La cura degl'infermi si rivolge ad ogni forma di sofferenza.
Le Opere ospedaliere della Congregazione sono aperte a tutte le categorie di persone specialmente le più povere, e sono adeguate alle esigenze del progresso sanitario e scientifico.
I Fratelli impegnati nell'opera ospedaliera, in base all’insegnamento del fondatore, sanno che la sofferenza è l'occasione in cui l'uomo rientra in se stesso e può più facilmente incontrarsi con Dio, e che il malato però non va forzato, ma deve essere delicatamente consigliato, aiutato con bontà, nel rispetto delle sue convinzioni.
Sempre alla luce della testimonianza del Padre Luigi Monti, la Congregazione si è data questi fondamentali indirizzi:
‘I Fratelli medici intendano ed esplichino la loro professione come un vero apostolato per la salvezza delle anime oltre che per la salute dei corpi, sull'esempio di medici santi che onorano la Chiesa e la scienza. Al contatto umano e cordiale col malato e i suoi familiari, sappiamo congiungere la testimonianza e la parola della fede, per creare nel loro animo una personale apertura a Dio.
I Fratelli infermieri, preparati con serietà e impegnati a migliorare il proprio livello professionale, si accosteranno agli infermi per sollevarli dalle loro pene e per alleviarne con amore le sofferenze. Sappiano con religiosa bontà aprire l'animo dei malati ai valori spirituali ed impegnarli all'apostolato della sofferenza come membra attive della comunità ecclesiale.
Uno stesso entusiasmo animi il sacerdote, il medico e l'infermiere per la stessa missione, in collaborazione unitaria. Ricordino che se anche una diversa preparazione li differenzia, essi si trovano ad un unico impegno in cui uno ha bisogno dell'altro.
I Fratelli medici, infermieri e sacerdoti uniti tra loro e con i sofferenti dal vincolo della carità e animati da sincero spirito apostolico, diano una costante testimonianza di quella carità di cui Cristo ha dato sublime esempio.
E' necessario realizzare nell'ospedale il senso della comunità ecclesiale, rendere spiritualmente idoneo l'ambiente in cui gl'infermi sono ospitati, con un lavoro d'apostolato comunitario tra religiosi e laici.
Il personale sanitario, infermieristico e subalterno dev'essere un fermento attivo per la creazione di un clima favorevole alla serenità del paziente e all'edificazione dei familiari’.
 
 
L'attività educativa della Congregazione

viene attuata con la migliore completezza formativa e organizzativa per mezzo di religiosi preparati all'educazione e all'insegnamento. Anche in questa attività la testimonianza del fondatore è stata trasfusa nelle Regole che la CFIC si è data:
‘L'Opera educativa abbia una struttura ambientale e organizzativa adatta ai tempi, ai luoghi e aggiornata ai criteri e metodi suggeriti dal progresso della pedagogia e della psicologia.
Elemento caratteristico di un'azione educativa è dar vita ad un ambiente permeato dallo spirito evangelico di libertà e carità, allo scopo di realizzare un'educazione di tipo familiare.
I Fratelli educatori custodiscano i giovani loro affidati come un deposito santo e prezioso, li amino trattandoli con rispetto e gentilezza. Si dedichino alla loro educazione con impegno studiandosi di formare gli alunni al senso religioso della vita e alla pratica delle virtù umane, sociali e cristiane.
Si terranno al corrente dei problemi didattici e pedagogici, favorendo il vicendevole scambio di esperienze.
I Fratelli dediti all'educazione e all'insegnamento si preparino alla loro missione per essere forniti di scienza sia profana che religiosa e ampiamente esperti nell'arte pedagogica più aggiornata. Uniti tra loro e con gli alunni dal vincolo della carità e ricchi di spirito apostolico, diano testimonianza sia con la vita sia con la dottrina all'unico Maestro, che è Cristo.
I fanciulli e i giovani devono essere aiutati a sviluppare armoniosamente le loro capacità fisiche, morali e intellettuali, ad acquistare gradualmente un più maturo senso di responsabilità nella ricerca della vera libertà. Devono anche ricevere man mano che cresce la loro età una positiva e prudente educazione sessuale.
I giovani siano avviati alla vita sociale in modo che, forniti dei mezzi ad essa necessari e adeguati, possano attivamente inserirsi nelle diverse sfere dell'umana convivenza, siano disponibili al dialogo con gli altri e contribuiscano all'incremento del bene comune.
Gli educatori, una volta terminata la carriera scolastica dei loro alunni, continuino ad assisterli con il consiglio e con la loro amicizia, anche fondando associazioni di ex-alunni, animate da vero spirito ecclesiale’.
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